Il Pastore della Sila

Sull’altopiano calabrese, tra boschi e pascoli dove il tempo sembra essersi fermato, vive da secoli un cane straordinario: il Pastore della Sila. Non si tratta di un semplice cane da lavoro, ma di un vero custode, capace di proteggere greggi e mandrie dalle insidie dei predatori, soprattutto del lupo, con coraggio, intelligenza e un istinto affinato da generazioni di selezione naturale.

Oggi questa razza, a lungo dimenticata, è stata riscoperta e si sta facendo conoscere non solo per la sua bellezza armoniosa, ma per la serietà e dedizione con cui svolge il proprio compito. In un’epoca in cui la convivenza tra allevamento e fauna selvatica torna ad essere un tema centrale, il Pastore della Sila rappresenta una risposta concreta e sostenibile.

Origini antiche e adattamento perfetto

Il Pastore della Sila è considerato tra le razze più antiche d’Italia. Le sue origini si perdono nella storia: alcuni studiosi lo collegano alla discesa dei Longobardi, che portarono in Calabria le vacche podoliche e i cani da protezione provenienti dalla Podolia (attuale Ucraina). Altri ipotizzano un legame con i monaci basiliani, giunti dall’Oriente nel VII secolo con greggi e cani da custodia.

Quel che è certo è che questa razza è nata sul campo, nei pascoli montani della Sila, affrontando inverni rigidi, scarsità di risorse e il pericolo costante dei predatori. Una selezione naturale che ha forgiato un cane rustico, resistente e affidabile, perfettamente adattato al territorio.

Guardiania: la sua missione da sempre

La funzione primaria del Pastore della Sila è la protezione del bestiame. Questo cane non è un “pastore” nel senso di conduttore del gregge, ma un guardiano instancabile. Appena il gregge esce dallo stazzo, il cane si posiziona alla testa per bonificare il percorso; poi si colloca nei punti strategici per prevenire attacchi. Di notte, vigila sugli ovili con attenzione instancabile.

Il suo comportamento è guidato da un forte istinto territoriale, unito a un’intelligenza che gli permette di valutare i pericoli e agire con decisione. Il carattere è impavido ma equilibrato: usa la forza solo quando serve, non è mai aggressivo senza motivo, e instaura con il pastore un rapporto di fiducia profonda.

Caratteristiche della razza

  • Aspetto fisico: cane di grande taglia, robusto ma armonioso, con mantello lungo e fitto, ricco di sottopelo. I colori variano dal nero al zibellino, in perfetta sintonia con le greggi calabresi, creando un “mimetismo naturale”.
  • Carattere: coraggioso, intelligente, fedele. Affettuoso con il proprietario, equilibrato con le persone, amorevole con i bambini. Diffidente con gli estranei, senza essere aggressivo.
  • Capacità di apprendimento: eccellente memoria, attitudine all’emulazione (impara osservando i cani adulti), e una grande autonomia decisionale in caso di pericolo.

Perché è importante oggi

La presenza del lupo e di altri predatori è tornata a essere una realtà in molte aree interne. Questo rende indispensabile il ritorno ai cani da guardiania. Rispetto ad altre soluzioni, come recinzioni elettrificate o interventi drastici contro i predatori, il cane da pastore rappresenta una strategia naturale ed etica, che tutela sia il bestiame che la biodiversità.

In questo contesto, il Pastore della Sila ha un potenziale enorme: è una razza autoctona, perfettamente adattata all’ambiente, e possiede quelle doti di resistenza e affidabilità che altre razze più “moderne” non sempre garantiscono.

Prospettive per la razza

Oggi, grazie al lavoro dell’ATPS – Associazione per la Tutela del Pastore della Sila, questa razza sta tornando a essere protagonista. L’obiettivo è duplice:

  • Salvaguardare la biodiversità: evitare che una razza storica scompaia.
  • Offrire agli allevatori uno strumento efficace per la difesa delle greggi.

Ma le prospettive non finiscono qui. Il Pastore della Sila è anche un cane che, se socializzato correttamente, può vivere in contesti diversi: dalla difesa delle proprietà alla compagnia, fino a ruoli nella pet therapy, grazie al suo carattere equilibrato e alla capacità di creare un legame profondo con l’uomo.