Cani da Guardiania: Pastore Maremmano Abruzzese e Pastore della Sila
Due eccellenze italiane per la protezione delle greggi
Quando si parla di cani da guardiania, due nomi emergono con forza nella tradizione pastorale italiana: il Pastore Maremmano Abruzzese (PMA) e il Pastore della Sila. Entrambi hanno una storia antichissima e condividono qualità fondamentali per la protezione del bestiame: coraggio, equilibrio, resistenza e dedizione assoluta al gregge.
Questi cani non sono semplici ausiliari: sono veri compagni di lavoro, capaci di difendere le greggi anche in completa autonomia. La loro selezione, avvenuta in secoli di pastorizia, li ha resi insostituibili nelle aree dove i predatori sono tornati a popolare il territorio.
Pastore Maremmano Abruzzese: il bianco custode delle greggi
Il PMA è il cane da guardiania più diffuso in Italia. La sua storia affonda le radici nelle epoche più remote, con origini comuni ai cani dell’Asia centrale. Nei secoli, ha accompagnato le greggi lungo la dorsale appenninica, dalle maremme toscane fino ai tratturi pugliesi, seguendo la transumanza tra i pascoli estivi di montagna e i terreni invernali di pianura.
Caratteristiche principali
- Mantello: bianco, lungo e folto, perfetto per mimetizzarsi tra le pecore e resistere alle intemperie.
- Carattere: indipendente, equilibrato, con una forte capacità di decisione. Non attacca mai senza motivo, ma sa affrontare il pericolo con coraggio.
- Modalità di difesa: predilige la presenza costante accanto al gregge, controllando con calma e intervenendo solo se necessario. Di fronte al lupo, agisce spesso in gruppo con altri cani, mettendo in atto strategie dissuasive prima che si arrivi allo scontro diretto.
Il Pastore Maremmano Abruzzese è un cane fiero, che vive in simbiosi con il bestiame. Chi lo osserva al lavoro tra i pascoli, con il suo passo lento e lo sguardo vigile, comprende perché sia considerato un simbolo della pastorizia italiana.
Pastore della Sila: il custode nero delle capre calabresi
Se il Maremmano è il bianco signore delle greggi, il Pastore della Sila è il custode scuro delle capre. Nato sull’altopiano della Sila, in Calabria, questo cane ha una storia altrettanto antica, legata a paesaggi duri e impervi, dove la capra era la protagonista dell’economia pastorale.
Aspetto e particolarità
- Mantello: nero o zibellino, con possibili focature che ricordano la livrea delle capre calabresi. Esistono anche varianti più chiare, ma mai completamente bianche.
- Carattere: docile con la famiglia, affettuoso con i bambini, ma instancabile lavoratore. Ama collaborare con altri cani e resta molto legato al pastore.
- Modalità di difesa: più dinamico del Maremmano, il Silano è un “battitore”: esplora il territorio prima del gregge, prevenendo gli attacchi. La sua agilità lo rende perfetto per terreni scoscesi e boscosi.
Negli ultimi anni, grazie all’impegno di allevatori e appassionati, il Pastore della Sila sta tornando a essere valorizzato, con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento ufficiale ENCI e riportare in auge una razza che racconta la storia della Calabria.
Silano vs Maremmano: le differenze in breve
| Caratteristica | Pastore Maremmano Abruzzese | Pastore della Sila |
|---|---|---|
| Colore mantello | Bianco | Nero, zibellino, focato |
| Carattere | Più indipendente e diffidente | Più affettuoso e collaborativo |
| Modalità di lavoro | Staziona accanto al gregge | Controlla il territorio in anticipo |
| Agilità | Robusto e resistente | Più scattante e dinamico |
Perché scegliere uno di loro per la tua azienda pastorale?
- Protezione naturale: questi cani non hanno bisogno di essere addestrati all’attacco, il loro istinto è orientato alla difesa, non alla predazione.
- Compatibilità con il gregge: convivono pacificamente con pecore e capre, fin da cuccioli.
- Affidabilità: lavorano anche in assenza dell’uomo, garantendo la sicurezza degli animali 24 ore su 24.
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