L’allevamento all’aperto dei maiali offre numerosi vantaggi in termini di benessere animale e qualità della vita del bestiame, ma porta con sé anche alcune criticità importanti. Tra queste, una delle più rilevanti è la possibilità che i cinghiali selvatici si avvicinino alla fattoria, attratti dagli odori, dal cibo o dalla presenza delle scrofe.
L’ingresso dei cinghiali nelle aree di allevamento può provocare danni significativi alle recinzioni e mettere a rischio la sicurezza degli animali. Oltre a questo, i maschi selvatici possono tentare di accoppiarsi con le scrofe, con conseguenze indesiderate sia dal punto di vista sanitario sia gestionale.
In questo contesto, l’impiego di cani da guardiania rappresenta un supporto prezioso. La sola presenza dei cani, unita alla loro vigilanza costante, contribuisce a scoraggiare l’avvicinamento dei cinghiali, mantenendoli a distanza di sicurezza. Non si tratta semplicemente di prevenire attacchi o predazioni, ma di creare una sorta di “zona protetta” attorno all’area di allevamento, nella quale gli animali selvatici evitano di entrare.
Un cane da guardiania ben inserito nella mandria vive accanto ai maiali, ne riconosce i confini e li difende con determinazione ma senza stressarli. Il suo comportamento naturale di sorveglianza permette di ridurre gli episodi di intrusione e di preservare l’integrità delle recinzioni e la tranquillità dell’allevamento.
Integrare cani da protezione in un allevamento suino all’aperto significa dunque aumentare la sicurezza, prevenire problematiche potenzialmente costose e garantire un ambiente più stabile e protetto per tutti gli animali presenti.
